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09 luglio, 2010

BILL HENSON

Bello notturno ed erotico. Proprio come la musica di Ben Frost (vedi post precedente), influenzata da questo fotografo australiano.

24 aprile, 2010

RIE, MERAVIGLIA DELLE MERAVIGLIE


Rie Rasmussen, gran bel personaggio (from Denmark, tat per cambia').

Qui un bell' articolo del New York Observer.

Tra le chicche:

She snorts when people describe her as a Victoria’s Secret model. “The only time I worked for Victoria’s Secret was because I, like everybody else, wanted to fuck a supermodel. And I did! And that was enough, for that one specific reason.”




Born in Denmark, Ms. Rasmussen grew up rather unusually, in what she calls a family commune. Her parents each were married multiple times, and between them all, she grew up with eight siblings, under one single roof. “Kids are the religion in my family,” she shrugged.
“In Scandinavia, there is no difference between men and women. That’s how I grew up. My mom can take a car engine apart, rewire a lamp, or solve any mathematical fucking solution. She’s punk rock!”

20 maggio, 2009

DUBBIO

Yona Friedman e' un architetto e designer di origine ungherese che esporra' alla prossima Biennale di Venezia (nella foto la sua opera "Microutopia"). In un articolo su Wired Italia di Giugno leggo una sua frase sibillina: "La scarsita' ci salvera' dalla catastrofe".

Brutto colpo, per un transumanista come me: le nanotecnologie promettono, in un futuro probabilmente lontano, di porre virtualmente fine alla scarsita' materiale (cioe' al fatto che i beni materiali in natura sono limitati), poiche' permetteranno l' assemblamento di qualsiasi bene a costi irrisori. Sembrerebbe il Paradiso in Terra, e la fine della nostra triste condizione di miseri esseri umani che quotidianamente si affannano contro la limitatezza delle risorse.

A quanto pare Friedman non sembra essere d' accordo.

20 aprile, 2009

SETTIMANA SENZA TV

Leggo su Repubblica che inizia oggi la "TV turn off week", iniziativa che promuove lo spegnimento della TV per una settimana. L' idea e' nata tredici anni fa in America e a quanto pare sembra raccogliere molti consensi.

Pur non conoscendo questa iniziativa, io staccai la presa della TV otto anni fa, e da li' non l' ho piu' riattaccata. Piu' o meno in quel periodo, disgustato dal rivoltante inquinamento propinato da Mediaset e RAI, pensai di creare un' opera scultorea intitolata "Mattanza televisiva", che in sostanza avrebbe dovuto consistere in una TV distrutta da una mazza che la spaccava a meta' (dal significato non molto metaforico!). Putroppo, vivendo ai tempi ancora a casa dei miei, il babbo mi sconsiglio' severamente di intraprendere tale opera d' arte, per evitare di essere "tacciato da tutti di imbecillita' ".

Proprio ieri mio padre mi ha detto di non riuscir piu' a sopportare la tv generalista. Passi avanti, dai.

Mi dispiace pero' di non avere fatto quella "scultura" con su scritto 1999.

14 marzo, 2009

FRENCH TOUCH


Old fashioned, with a fresh smell.

(Silvija Merkyte nella foto)

28 gennaio, 2009

PERCHE' IO VALGO

Da tempo, per dileggiare una certa categoria di brillantoni superficiali (modaioli, arrampicatori, arrampicati, guidatori di Suv che cercano di metterti sotto e affini), amo citare l' espressione "Perche' io valgo!" - che pronuncio con tutte le vocali aspirate, cosi' suona un po' internazionale. E' un motto (tratto da uno spot L' Oreal) che mi ha sempre incuriosito per la sua sfrontata assenza di significato, ma al contempo capace di descrivere bene un certo tipo di mentalita'.

Oggi mio zio mi ha introdotto all' arte di Banksy, affermato graffitaro originario di Bristol.


(Perche' io non valgo niente)

26 gennaio, 2009

STREETART

Un gruppo di artisti berlinesi (si chiamano StreetArt) lancia un monito simile al mio (vedi questo vecchio post): attenzione ai ritocchi digitali, creano una falsa idea di perfezione umana, arrivando a distorcere la realta'. Qui a fianco una delle loro opere, esposte nella metropolitana della capitale tedesca: le finestre del programma di fotoritocco Photoshop dominano sul viso (completamente ritoccato) di Christina Aguilera.

In chiave transumanista: certo che l' uomo non e' perfetto.. Che Photoshop sia invece un primo passo, sebbene ancora virtuale, verso una perfezione finale che la tecnologia ci promette di raggiungere?

Perche' la perfezione ci fa paura, oltre che affascinarci?

21 gennaio, 2009

CARAMEL


Visto stasera su Sky, emozionante, delicato e gentile. Proprio come dovrebbe essere il mondo. Nadine Labaki regista ed interprete meravigliosa. Direi che e' ora di cedere il timone della baracca alle donne, visto come l' abbiamo ridotta noi uomini.

O almeno aumentiamo le quote rosa.

18 gennaio, 2009

ASPETTANDO GRAN TORINO

Tutta l' estetica di Clint Eastwood, dagli western, passando per la serie dell' ispettore Callaghan, fino a "Bird" o "Million dollar baby", e' sempre stata una delle mie influenze piu' importanti. Il 27 febbraio uscira' al cinema "Gran Torino"(IMBd 8.5, Rotten Tomatoes 76%), l' ultimo film del regista ed attore americano, in cui si vedra' una sorta di Callaghan pentito ormai in pensione, ma sempre esilarante. Clint ti aspetto al varco.

Battuta da segnare: tra le miriadi della produzione di Eastwood, ne cito una tratta da "Gunny" (titolo originale "Heartbreak Ridge"). Il sergente Tom Highway (Eastwood) e' durissimo con le reclute del suo corso; ma in fondo nasconde un cuore d' oro, e cosi' si ritrova ad aiutare un marine in difficolta'. Il giovanotto ringrazia animatamente, scadendo un po' nel sentimentale. Clint allora, con il classico sguardo di ghiaccio, ribatte a denti stretti: "Questo non vuol dire che dobbiamo fare lingua in bocca sotto la doccia!".

27 dicembre, 2008

LA FELICITA' PORTA FORTUNA

Avevo gia’ scritto ( http://storie-e-filosofie.blogspot.com/2008/07/happy-go-lucky.html ) di questo divertente film inglese. E' uscito in questi giorni nei cinema italiani.

10 luglio, 2008

HAPPY-GO-LUCKY


Gia' che sono in tema di cinema due righe anche su "Happy-go-lucky", tra le pellicole che piu' mi hanno colpito di recente. Donne e storie assai diverse dal quartetto di Sex and the City, ma altrettanto interessanti. Divertente, pieno di vita, uplifting, inglesissimo. Se vi capita a tiro, non lasciatevelo sfuggire.

SEX AND THE CITY


Ho visto al cinema il nuovo film basato sulla serie televisiva di culto. Ci sono andato attendendomi una grande sciocchezzuola easy, giusto per mangiarsi un tinello di popcorn. Devo invece dire che il film mi e' piaciuto assai, davvero niente male. Due pero' le pecche, a mio avviso. Uno, la centralita' ossessiva dei prodotti firmati, che risulta stucchevole alla fine e molto molto gay (come infatti lo sono i furbi produttori della serie): ok, sappiamo che le donne adorano borse e scarpette e sta bene cosi', pero' signur c'e' anche altra gran bella roba da fare a questo mondo oltre allo shopping. Due: gli uomini vengono dipinti come orsacchiottoni accondiscendenti con le morose/mogli, ma di gran successo nelle loro rispettive carriere. Veri fenomeni. Siamo alle solite: dolce, con le palle. Comunque, una bella semi-favola moderna.

13 maggio, 2008

MADOS INFEKCIJA


Grazie all' invito di un' amica produttrice televisiva e di eventi, anche quest' anno ho assistito a "Mados Infekcija" (Fashion Infection), principale evento fashion di Vilnius e vetrina per giovani stilisti lituani ed europei. Non seguo per solito il mondo della moda, ma diro' due parole sul mood di questo genere di ambiente in Lituania. Nota di merito comunque per la giovane stilista franco-giapponese Seiko Taki, dal cui lavoro traspaiono grazia, amore e precisione; mi hanno inoltre incuriosito certe soluzioni minimaliste insolite per una passerella, quasi pareva di assistere ad una rappresentazione teatrale (infatti qui in Lituania il teatro ha una grande tradizione).

La mia esperienza a "Mados Infekcija" e' stata assai gradevole, ed ho trovato anche qualche spunto interessante. Come noto, in Italia l' ambiente della moda non e' tra i piu' affabili ed amichevoli, essendo invece generalmente popolato da snob e stressati vari. Qui invece ho trovato la solita tranquillita' lituana e la meravigliosa assenza di timori reverenziali, che solitamente attanagliano la retrograda e gerarchica Italia. L' evento e' molto "in" pure qui, tra televisioni, vips e dozzine di fotografi e giornalisti, ma il feeling tra il pubblico, certamente divertito, rimane comunque serafico e disteso. Anche qui niente montature, esaltazioni ed esibizionismi vari. Modelle/i non hanno lo status che viene conferito loro in Italia e altrove: per la strada si vedono spesso e volentieri persone di ogni eta' con quella struttura fisica, dunque non vengono percepiti come un miracolo di San Gennaro.

Ma da dove nasce la struttura gerarchica e pure gerontocratica italiana, che rende la vita cosi stressante nella Penisola (una recente statistica indica gli italiani come i piu' ansiosi d' Europa)? In breve: dall' Impero Romano, che appunto utilizzo' ferree gerarchie per ottenere un sistema militare efficiente; e sul quel paradigma venne creata la Chiesa Romana Cattolica: Dio, Papa, Arcivescovi, Vescovi, e giu' giu' fino al singolo fedele. In sostanza il fedele per intercedere presso Dio doveva (e deve) chiedere un po' di "autorizzazioni" varie a partire dal parroco del paese, che via via si appella ai ranghi superiori e piu' "vicini a Dio". E' in questo contesto che comincio' la riforma protestante nel Nord Europa: le genti mitteleuropee non apprezzarono affatto questo genere di sudditanze, che non facevano parte della loro tradizione. Il fedele protestante si rivolge direttamente a Dio, senza mediatori ed intercessori vari (peraltro la cosa mi pare anche assai piu' vicina alle parole di Gesu') e nel far cio' elimina le gerarchie eccelsiastiche.

Oggi vediamo ancora lapalissianamente le conseguenze di questa impostazione cattolico-latina sui luoghi di lavoro, nelle baronali Universita' italiche, nella sanita', nei bamboccioni che "dipendono" dalle mamme, e cosi via... Posso citare la mia esperienza lavorativa e formativa in Inghilterra, dove appunto trovai rapporti gerarchici totalmente diversi da quelli dell' esperienza italiana. La realta' lituana e' frastagliata: e' stato l' ultimo stato europeo cristianizzato (XV sec.), con una certa influenza protestante iniziale (il primo libro qui stampato fu un catechismo protestante), una forte tradizione di antiche ritualita' pagane, ma con una affermazione finale della religione cattolica.

Morale della favola: qui se vai ad una sfilata di moda non devi avere il titolo di Dott., Prof., Comm., Calc. (calciatore), Far. (farabutto), Ev. (evasore) o, in alternativa, un ingente conto in banca, per avere il "diritto divino" di parlare con una modella.

29 febbraio, 2008

STELLE


Questa coppia gossip mi risulta interessante!