27 agosto, 2010
I BARBARI SON TORNATI
In breve: le tecnologie di oggi ci permettono un rapporto col sapere molto piu' efficiente e veloce, ma anche piu' superficiale. Tradizionalmente si e' sempre pensato che le Verita' stessero nascoste in profonde opere del sapere, accessibili solo ai pochi adepti dell' Intellighenzia, dopo un lungo percorso di studio e approfondimento.
Stiamo dunque sprofondando in un imbarbarimento generale? Niente affatto: questo nuovo accesso tecnologico alla conoscenza, semplice e diretto, sembra sia comunque in grado di creare una nuova consapevolezza, creatrice di attenzioni senza precedenti per la salute del pianeta, per la pace, per l' aiuto ai piu' deboli e cosi' via.
La nobile, elevata e profonda cultura della tradizione ha invece creato guerre mondiali, lager, e le peggiori devastazioni, in nome della superiorita' di determinate culture. Erano dunque davvero cosi' nobili, elevate e profonde?
Bravo Baricco, mi eri piaciuto all' epoca e questo ripassino ci voleva.
28 settembre, 2009
DEL PERCHE' C'E' IN GIRO MOLTA GENTE INCAZZOSA - LA PIRAMIDE DI MASLOW

Applicando tale modello all' attuale societa' italiana, mi sembra di poter identificare con chiarezza i motivi della evidente insoddisfazione che si respira tra la gente. Limitero' la seguente analisi alla generazione dei trentenni (la mia), sebbene credo che il ragionamento possa essere esteso in buona parte anche alle generazioni successive e di poco antecedenti.
Essendo cresciuti attraverso i ricchi anni '80 e '90, gli attuali trentenni si sono trovati a partire sostanzialmente dal terzo livello della Piramide: bisogni primari ovviamente soddisfatti, avevano un modello familiare basato su un lavoro sicuro ed una casa spesso di proprieta' o comunque occupata stabilmente. Le compagnie di amici erano un sistema di aggregazione ampiamente affermato. Una generazione dunque protesa naturalmente verso il quarto stadio della piramide: la ricerca di successo, stima e prestigio.
Tenuto conto che lo sfrenato capitalismo contemporaneo definisce successo e prestigio (e la conseguente stima accordata) in senso strettamente monetario, e' evidente che l' attuale crisi economica incide fortemente sulla possibilita' di appagamento dei bisogni di intere generazioni, e dunque della loro evoluzione verso l' autorealizzazione.
Affinche' la situazione cambi mi pare si possano identificare solo due possibilita': o l' economia torna a galoppare aprendo innumerevoli opportunita' di crescita professionale, oppure si cambia la definizione di successo e prestigio. La prima possibilita', oltre che poco probabile nel breve periodo, mi pare anche assai poco sostenibile: se anche l' economia tornasse a correre, il problema si ripresenterebbe tal quale per le generazioni successive. Credo invece che una nuova definizione di successo sia molto piu' praticabile, nonche', forse, gia' nell' aria.
Tale definizione dovrebbe essere basata su cultura, umanita' e competenza: qualita' disponibili a chiunque abbia interesse ad ottenerle, ma frutto di applicazione e fatica, e dunque meritevoli della massima stima sociale. Tali qualita' non sono limitate per definizione (come la ricchezza economica), e dunque del tutto sostenibili.
Il concetto di successo/stima/prestigio viene peraltro gia' oggi interpretato e compreso diversamente dai singoli. C'e' chi lo intende in senso "letterale", dunque seguendo pedissequamente i modelli mediatici che vanno per la maggiore (soldi, fama, bellezza). Altri invece, piu' dotati, riescono a vedere oltre ed acquisiscono un buon livello di autostima senza dover necessariamente ottenere entrate mensili superiori a quelle dei vicini di casa. Costoro accedono dunque al quinto ed ultimo gradino della Piramide.
Noto una certa incomunicabilita' ed incomprensione tra coloro che si trovano al quarto stadio di evoluzione e chi invece si trova gia' alla fase di autorealizzazione: hanno bisogni completamente diversi e dunque gli appartenenti ai due gruppi non si comprendono vicendevolmente. Cio' non e' un male, ma ai fini di una comunicazione proficua ed una convivenza appagante e' bene che gli appartenenti a ciascuna categoria si confrontino principalmente con i propri "simili", al fine di evitare le suddette incomprensioni e la conseguente creazione di attriti.
Esiste anche il fenomeno del passaggio verso gradini inferiori della scala, spesso dovuto pure alla recente crisi economica: perdita non solo di amici e partner, ma anche di lavoro e casa. Pattern drammatico poiche' secondo il modello di Maslow non e' appunto possibile permanere ad un certo gradino della Piramide se i bisogni sottostanti non continuano a rimanere appagati.
23 settembre, 2009
SCIENZA E FEDE CONVERGONO
Si e' conclusa la settimana teologica organizzata dalla Diocesi di Pistoia intitolata "L'idea dell'immortalita' terrena. Una nuova sfida per la teologia". Vari esponenti della corrente transumanista e similari, come Max More e James Hughes, sono intervenuti ad una serie di convegni davvero interessanti, soprattutto poiche' tenuti nel territorio atipico (per questo genere di tematiche) della Diocesi.Mi e' parso molto interessante il contributo finale del Vescovo di Pistoia, Mons. Mansueto Bianchi (qui alcuni stralci del suo intervento), il quale si e' dichiarato non solo favorevole ad un prospettiva di "radical life extension" (prevista dalle correnti transumaniste in un futuro piu' o meno prossimo), ma anche aperto alla teoria di una partecipazione umana all' avvento del Regno dei Cieli. Un' escatologia dunque legata alla scienza.
Cio' mi pare in linea con le tesi di Pierre Teilhard de Chardin (nella foto), filosofo, scienziato e gesuita francese del secolo scorso, che col suo concetto di noosfera e la Legge della Complessita'/Conoscenza delineo' uno scenario molto simile a quello inquadrato in questi giorni a Pistoia.
Teilhard sosteneva che la materia tende ad organizzarsi in sistemi sempre piu' complessi, incrementando allo stesso tempo in questo modo la propria conoscenza/consapevolezza. Ad esempio: da materia inorganica, ad organica, prima vegetale, poi animale e poi ancora umana. Cosi' geosfera, biosfera ed infine noosfera: l' insieme delle conoscenze umane, creato dalla continua interazione degli uomini (la scienza e' evidentemente parte della noosfera) verso forme sempre piu' evolute. Internet e' un esempio calzante e forse vera e propria incarnazione recente del concetto di noosfera. Per Teilhard la noosfera tende verso un Punto Omega, in cui l' umanita' tocchera' un livello di complessita' e coscienza/conoscenza che andra' oltre i limiti dello spazio/tempo.
Da Internet all' infinito spazio/tempo (paradiso/aldila'? o solo un livello successivo di complessita'?) passando per Einstein..
Nota: Teilhard fu inizialmente osteggiato dalle alte gerarchie ecclesiastiche, ma piu' recentemente le sue tesi sono state rivalutate dal Vaticano, tanto che il cardinal Ratzinger, oggi papa Benedetto XVI, ammise che uno dei documenti principali del Concilio Vaticano II, la costituzione pastorale Gaudium et Spes, fu assai influenzata proprio dalle tesi del gesuita francese.
29 giugno, 2009
LA DISCIPLINA (O LA SCARSITA'?) CI SALVERA'
Naish nel suo libro elogia la filosofia del "quanto basta" (q.b.): e' infatti provato che oltre un certo livello di consumi (cibo, informazione, lavoro, vestiario, ecc.) la curva della soddisfazione diminuisce verso rendimenti decrescenti. Cio' significa che godo molto nel comprare le prime 5 paia di scarpe, un po' meno dalle 5 alle 10, meno ancora dalle 10 alle 30, e pochissimo o nulla dal trentesimo paio in poi. A quel punto diventa una dipendenza fine a se' stessa, pari a quella dell' alcool o delle droghe. Putroppo viviamo in una societa' che ci impone di consumare sempre di piu', promettendoci la felicita', ma invece procurando alla fine la nostra infelicita': "Basta!".
Se in un possibile futuro avessimo una disponibilita' ancor piu' estesa di beni, informazioni, prodotti, cosa accadrebbe al nostro sistema psicofisico? Il nostro cervello si e' evoluto nel Pleistocene, in una condizione di estrema scarsita': quando c'era del cibo a disposizione, conveniva ingozzarsi immediatamente a piu' non posso, per mettere su uno strato di grasso che permettesse poi la sopravvivenza durante i periodi di magra. Purtroppo oggi utilizziamo ancora gli stessi meccanismi mentali, ma i periodi di magra non esistono piu': e gli strati di grasso delle abbuffate si sommano l' uno sopra l' altro, fino ad ucciderci (invece di permettere la sopravvivenza). Lo stesso dicasi per le informazioni di cui il nostro cervello e' pure avido: oltre una certa soglia creano stress e varie patologie, ed oggi tra internet, telefonini, tv via cavo, satelliti, sms, mail, ecc. siamo continuamente sotto assedio. E' evidente che una condizione di post-scarsita' peggiorerebbe ulteriormente le cose: una moltitudine di persone con quantita' enormi di beni, cibo, sommersi da stimoli mediatici sempre piu' incalzanti, perennemente connessi in rete, senza magari nemmeno un' attivita' lavorativa, come potrebbe salvarsi da un' inevitabile schizofrenia di massa?
Le alternative sono due: o rimaniamo in una condizione di indigenza, che ci aiutera' a rimanere a "stecchetto", oppure impariamo a gestire la condizione di abbondanza. Naish, ed io con lui, indica la via del q.b.: auto-limitare le proprie dosi di cibo, shopping, connessione in rete, lavoro e via dicendo. Quanto basta.
Ma per riuscire a comprendere interamente e mettere in pratica questo approccio occorrono grandi dosi di responsabilta', disciplina e senso del limite. Proprio quelle qualita' (gia' fondamentali oggigiorno) che l' abbondanza tende a farci dimenticare, rischiando di distruggerci.
20 maggio, 2009
DUBBIO
Yona Friedman e' un architetto e designer di origine ungherese che esporra' alla prossima Biennale di Venezia (nella foto la sua opera "Microutopia"). In un articolo su Wired Italia di Giugno leggo una sua frase sibillina: "La scarsita' ci salvera' dalla catastrofe".Brutto colpo, per un transumanista come me: le nanotecnologie promettono, in un futuro probabilmente lontano, di porre virtualmente fine alla scarsita' materiale (cioe' al fatto che i beni materiali in natura sono limitati), poiche' permetteranno l' assemblamento di qualsiasi bene a costi irrisori. Sembrerebbe il Paradiso in Terra, e la fine della nostra triste condizione di miseri esseri umani che quotidianamente si affannano contro la limitatezza delle risorse.
A quanto pare Friedman non sembra essere d' accordo.
22 aprile, 2009
DARWIN BUT THE GIRL
O per dirla con gli Everything but the girl: "Adapt or die - Ten years of remixes" (titolo di una loro compilation che consiglio). L' eclettico e talentuosissimo duo londinese ha davvero dimostrato negli anni una capacita' di cambiamento impressionante. E a volte sospetta, per uno come me che non e' mai stato un facile "adattatore": in certi casi la band inglese e' giunta a compromessi difficili da digerire. Comunque la capacita' di cambiamento si puo' anche apprendere, con un po' di sforzo.
01 marzo, 2009
PEZZENTI NATI
E' la solita storia: piu' nascono poveri, piu' diventati ricchi devono sbandierarlo al mondo intero.

Peccato che anche da noi c'e' chi, per fare sfoggi alla Mugabe, guida in citta' automobili pensate invece per dare la caccia agli elefanti nella savana (Hummer): nati pezzenti - quantomeno nell' animo - non riescono proprio a fare il piccolo saltino di qualita'.
10 gennaio, 2009
DOCUMENTARIO RAI SUL TRANSUMANESIMO
http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,ceraunavolta%5E13784,00.html
27 dicembre, 2008
DEL TIFO CALCISTICO
Rientrato in Italia da qualche tempo, mi trovo a riascoltare con grande noia i commenti e le battute calcistiche domenicali ed infra-settimanali. “Tre pappine domenica… impazzire!” e le solite lagne. Mi son chiesto il perche’ di questa assurda pantomima e credo di aver trovato una risposta plausibile: in Italia manca completamente un senso di appartenenza allo Stato, un minimo senso civico; il singolo italiano si e' sempre difeso contro lo Stato-sanguisuga, in costante difesa del proprio orticello contro tutto e tutti. E' pero' connaturato all' uomo un senso di appartenenza ad un gruppo, ad una comunita'. E cosi l' italiano cerca un po’ di senso di aggregazione nel gruppone dei tifosi: si crede, si urla, ci si agita tutti insieme per un valore comune, solidali con i compagni di fede, sostenendosi e rincuorandosi vicendevolmente. Mentre nel quotidiano non si e' invece proprio solidali con nessuno.Per fortuna c'e' il tennis! ..dove invece si tende alla chirurgica distruzione dell' avversario sul campo, anche se poi si e' tutti molto piu' amici alla fine dei giochi: scenario comunque non poi cosi' edificante. Lo sport e' in fondo (al di la' del "fair-play" di facciata mostrato da qualche anima un po' meno rozza) sempre metafora della bassezza della condizione umana: la lotta per la sopravvivenza in una condizione di scarsita' materiale. Siamo animali evoluti, ma pur sempre animali.
Chi piu', chi meno.
NIETZSCHE E TRANSUMANESIMO
L' uomo e' appunto un passaggio evolutivo intermedio tra l' animale ed il post-umano, mentre l' abisso e' a mio parere lo spettro della bomba atomica, che rischia di vanificare tutti i nostri sforzi. Che il superuomo nietzchiano coincida proprio con il post-umano verso cui ci stiamo dirigendo grazie alla tecnologia?
LA CRISI? SOLO PER ALCUNI (NOI)
Crisi? Per i bianchi occidentali. Una fetta soltanto del globo.
20 novembre, 2008
GOOD GUY
Finalmente un vip vero gentleman, in quel mondo di esseri ringhiosi. A Londra Guy Ritchie si separa da Madonna, ha diritto ad un sacco di soldi per il divorzio (molti in piu' di quelli che ha di suo), ma non prende nemmeno un penny. Se tra i divi di Hollywood iniziano ad accadere cose del genere, davvero qualcosa sta cambiando in questo mondo!Come noto, molti pattern comportamentali iniziano nelle classi sociali piu' elevate, e poi vengono adottati via via da chi sta piu' in basso. Ad Hollywood si sta arrivando ad uno stile di maggiore fair play, mentre il "ringhio" sta pero' nel frattempo dilagando nella middle class (che ci circonda e che tocchiamo ahime' con mano ogni giorno). In Italia, dove tutto e' sempre in ritardo, il ringhio continua comunque per ora ad impazzare ai piani alti. Pero' magari tra 7 o 8 anni anche da noi i vips cominciano a fare buone azioni e quell' incapace di Tronchetti Provera restituisce qualche centinaio di milioni di euro sottratti indebitamente agli utenti Telecom..
17 novembre, 2008
FACEBOOK E LA GRANDE GUERRA
Cio' significa, quantomeno, che la guerra la' fuori non piace proprio a nessuno, se c'e' tutto questo desiderio di rifugio. Facebook, ristoro per soldati feriti.
16 novembre, 2008
ALFA E OMEGA?
14 novembre, 2008
TRANSUMANESIMO
"Technocalypse: Transhuman" e' un bel video introduttivo a questo argomentuccio ameno (in inglese, in sei spezzoni su YouTube):
13 novembre, 2008
SINGOLARITA' TECNOLOGICA
Si tratta di un preciso momento nel futuro in cui avverra' un radicale mutamento di ogni paradigma sociale dovuto alla disponibilta' di tecnologie clamorosamente innovative: una conoscenza estremamente dettagliata del funzionamento del corpo (e del cervello) umano e l' avvento di intelligenze artificali capaci di autoreplicarsi ed evolversi autonomamente. Da quel momento in poi l' uomo perderebbe il primato intellettuale ed il corso della storia muterebbe clamorosamente, in modo del tutto imprevedibile.11 novembre, 2008
LA FINE DI FACEBOOK
Il fatto e' questo: ora siamo solo agli inizi, e gia' molti hanno centinaia di contatti. E' noto che una persona anche socievole non puo' avere in vita piu' di 200 amici, intesi come conoscenti ad un livello quantomeno sufficiente. Cosa accadra' dunque tra qualche tempo, quando molti avranno migliaia di contatti? Che valore avra' a quel punto il singolo contatto? Il singolo "amico" tra i mille (ma che quasi nemmeno conosciamo) portera' un qualche tipo di valore aggiunto? Potremo inviare un messaggio, dicendo "caro amico ti scrivo", o chieder lui un favore, quando tutto cio' che sappiamo di costui e' poco piu' dell' indirizzo email? Come verra' percepito il "titolare" di 4000 contatti, se non come un cinico collezionista di persone (forse meglio dire di oggetti)? E quando tutti avranno 4000 contatti, che senso avra' sbirciare la lista degli "amici"?
Sara' la fine di Facebook. O la definitiva consacrazione (evidente a tutti) della sua superficialita'.

Va detto pero' che esistono gia' parties dal vivo per facebookers: dal virtuale al reale. Dunque se Fb serve anche a far incontrare la gente per davvero, ha anche alcuni risvolti positivi. Potrebbe accadere che la gente si affezioni per davvero all' uso di Fb, e che quindi inizi a fare selezione tra i potenziali amici Fb (l' opposto di quanto sta accadendo oggi) per evitare gli effetti collaterali di cui sopra. Ma Facebook al momento sembra studiato in modo da incentivare appunto la moltiplicazione esponenziale dei contatti. Compito dei gestori di Facebook e' proprio quello di calibrare l' evoluzione delle dinamiche di utilizzo del software per sostenerne la "credibilita' " sociale. Magari arriveranno a proporre gradi di condivisione differenziati: per altro gia' adesso e' possibile creare sottogruppi con limitata possibilita' di accesso ad alcuni dati (ed esempio le foto), ma e' un' opzione molto poco usata, e pericolosa: antipatico non poter vedere le foto dell' amica in quanto non si fa parte del gruppo di "prima fascia".
Comunque sia, Facebook e' di certo uno strumento innovativo con alcuni pregi, ma credo che nel tempo la sua incisivita' andra' diluendosi.
01 novembre, 2008
LAGOM

Gli americani dicono: "The more, the better", "Di piu', e' meglio". Professano quindi l' anti-lagom.
Roba da XX secolo. Ma il XXImo sta sfuggendo di mano agli Yankees. Peccato, perche' c'e' anche della bella energia che viene dagli States.
Che Obama riesca a ritrovare il giusto equilibrio? Lo spero.
25 ottobre, 2008
LIBERI E FELICI
Consueto appuntamento con le statistiche sulla felicita' nel mondo. Molto interessante il sondaggio organizzato dal giovane italo-americano Roberto Foa di Harvard, da cui si evince che gli italiani si sono intristiti negli ultimi venti anni poiche' la possibilita' di scelta non ha continuato a crescere allo stesso ritmo degli anni '60/'70, periodo di massima felicita' per gli abitanti dello stivale.
Spiegazione: «Il segreto della felicità è la libertà» come insegna Tucidide. La liberta' e' la possibilita' di scegliere tra varie opzioni. In Italia dunque dagli anni '80 la gente ha meno opzioni di scelta, di conseguenza e' meno felice. In altri Stati europei e non, invece, lo gamma di possibilita' di scelta ha continuato a crescere, determinando un livello piu' alto di felicita'.
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http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_19/classifica_felicita_fubini_01d812e2-9da5-11dd-b589-00144f02aabc.shtml
Dal secondo articolo del Corriere apprendiamo che i Paesi dell' Est sono quelli in cui la felicita' e' recentemente cresciuta di piu'. Proprio quanto sono andato dicendo per anni from Lithuania. Ora che son tornato posso raffrontare chiaramente le diverse realta', e confermo tutto: anch' io, lassu', ero piu' felice. E molto piu' libero, appunto.
BACK TO BERGHEM
Prime impressioni sull' Italia dopo un lustro d' assenza: ho trovato tutto piu' o meno come l' avevo lasciato, salvo gli spiriti ancor piu' sulla difensiva. In realta' ho notato anche alcuni miglioramenti: infrastrutture piu' evolute, una maggior apertura tra le nuove generazioni, maggior ordine sociale (al di la' dei singoli episodi di degrado riportati dai media).
La cosa che pero' piu' mi ha colpito e' l' appiattimento che si e' verificato a tutti i livelli. Una massa informe pensa, dice, si veste, si muove e sogna allo stesso modo. Anzi, pare quasi che nemmeno sogni piu'.