24 aprile, 2010

RIE, MERAVIGLIA DELLE MERAVIGLIE


Rie Rasmussen, gran bel personaggio (from Denmark, tat per cambia').

Qui un bell' articolo del New York Observer.

Tra le chicche:

She snorts when people describe her as a Victoria’s Secret model. “The only time I worked for Victoria’s Secret was because I, like everybody else, wanted to fuck a supermodel. And I did! And that was enough, for that one specific reason.”




Born in Denmark, Ms. Rasmussen grew up rather unusually, in what she calls a family commune. Her parents each were married multiple times, and between them all, she grew up with eight siblings, under one single roof. “Kids are the religion in my family,” she shrugged.
“In Scandinavia, there is no difference between men and women. That’s how I grew up. My mom can take a car engine apart, rewire a lamp, or solve any mathematical fucking solution. She’s punk rock!”

28 settembre, 2009

DEL PERCHE' C'E' IN GIRO MOLTA GENTE INCAZZOSA - LA PIRAMIDE DI MASLOW

Lo psicologo di origine ebrea Abraham Maslow si affermo' nel secolo scorso grazie alla teoria della gerarchia dei bisogni, nota come la "Piramide di Maslow". Il modello sostiene che l' uomo si realizza passando attraverso una serie di stadi di appagamento: dapprima i bisogni fisiologici (fame, sete, sonno..), poi quelli legati alla sicurezza (avere una casa e un lavoro), seguiti dal bisogno di appartenenza (amicizie e relazioni sentimentali); successivamente si giunge ad una ricerca di stima/autostima (tramite successo e prestigio), e infine si arriva all' autorealizzazione (self-actualization), cioe' la completa realizzazione delle proprie potenzialita' (ricerca di creativita', moralita', assenza di pregiudizi).


Applicando tale modello all' attuale societa' italiana, mi sembra di poter identificare con chiarezza i motivi della evidente insoddisfazione che si respira tra la gente. Limitero' la seguente analisi alla generazione dei trentenni (la mia), sebbene credo che il ragionamento possa essere esteso in buona parte anche alle generazioni successive e di poco antecedenti.

Essendo cresciuti attraverso i ricchi anni '80 e '90, gli attuali trentenni si sono trovati a partire sostanzialmente dal terzo livello della Piramide: bisogni primari ovviamente soddisfatti, avevano un modello familiare basato su un lavoro sicuro ed una casa spesso di proprieta' o comunque occupata stabilmente. Le compagnie di amici erano un sistema di aggregazione ampiamente affermato. Una generazione dunque protesa naturalmente verso il quarto stadio della piramide: la ricerca di successo, stima e prestigio.

Tenuto conto che lo sfrenato capitalismo contemporaneo definisce successo e prestigio (e la conseguente stima accordata) in senso strettamente monetario, e' evidente che l' attuale crisi economica incide fortemente sulla possibilita' di appagamento dei bisogni di intere generazioni, e dunque della loro evoluzione verso l' autorealizzazione.

Affinche' la situazione cambi mi pare si possano identificare solo due possibilita': o l' economia torna a galoppare aprendo innumerevoli opportunita' di crescita professionale, oppure si cambia la definizione di successo e prestigio. La prima possibilita', oltre che poco probabile nel breve periodo, mi pare anche assai poco sostenibile: se anche l' economia tornasse a correre, il problema si ripresenterebbe tal quale per le generazioni successive. Credo invece che una nuova definizione di successo sia molto piu' praticabile, nonche', forse, gia' nell' aria.

Tale definizione dovrebbe essere basata su cultura, umanita' e competenza: qualita' disponibili a chiunque abbia interesse ad ottenerle, ma frutto di applicazione e fatica, e dunque meritevoli della massima stima sociale. Tali qualita' non sono limitate per definizione (come la ricchezza economica), e dunque del tutto sostenibili.

Il concetto di successo/stima/prestigio viene peraltro gia' oggi interpretato e compreso diversamente dai singoli. C'e' chi lo intende in senso "letterale", dunque seguendo pedissequamente i modelli mediatici che vanno per la maggiore (soldi, fama, bellezza). Altri invece, piu' dotati, riescono a vedere oltre ed acquisiscono un buon livello di autostima senza dover necessariamente ottenere entrate mensili superiori a quelle dei vicini di casa. Costoro accedono dunque al quinto ed ultimo gradino della Piramide.

Noto una certa incomunicabilita' ed incomprensione tra coloro che si trovano al quarto stadio di evoluzione e chi invece si trova gia' alla fase di autorealizzazione: hanno bisogni completamente diversi e dunque gli appartenenti ai due gruppi non si comprendono vicendevolmente. Cio' non e' un male, ma ai fini di una comunicazione proficua ed una convivenza appagante e' bene che gli appartenenti a ciascuna categoria si confrontino principalmente con i propri "simili", al fine di evitare le suddette incomprensioni e la conseguente creazione di attriti.

Esiste anche il fenomeno del passaggio verso gradini inferiori della scala, spesso dovuto pure alla recente crisi economica: perdita non solo di amici e partner, ma anche di lavoro e casa. Pattern drammatico poiche' secondo il modello di Maslow non e' appunto possibile permanere ad un certo gradino della Piramide se i bisogni sottostanti non continuano a rimanere appagati.

23 settembre, 2009

SCIENZA E FEDE CONVERGONO

Si e' conclusa la settimana teologica organizzata dalla Diocesi di Pistoia intitolata "L'idea dell'immortalita' terrena. Una nuova sfida per la teologia". Vari esponenti della corrente transumanista e similari, come Max More e James Hughes, sono intervenuti ad una serie di convegni davvero interessanti, soprattutto poiche' tenuti nel territorio atipico (per questo genere di tematiche) della Diocesi.

Mi e' parso molto interessante il contributo finale del Vescovo di Pistoia, Mons. Mansueto Bianchi (qui alcuni stralci del suo intervento), il quale si e' dichiarato non solo favorevole ad un prospettiva di "radical life extension" (prevista dalle correnti transumaniste in un futuro piu' o meno prossimo), ma anche aperto alla teoria di una partecipazione umana all' avvento del Regno dei Cieli. Un' escatologia dunque legata alla scienza.

Cio' mi pare in linea con le tesi di Pierre Teilhard de Chardin (nella foto), filosofo, scienziato e gesuita francese del secolo scorso, che col suo concetto di noosfera e la Legge della Complessita'/Conoscenza delineo' uno scenario molto simile a quello inquadrato in questi giorni a Pistoia.

Teilhard sosteneva che la materia tende ad organizzarsi in sistemi sempre piu' complessi, incrementando allo stesso tempo in questo modo la propria conoscenza/consapevolezza. Ad esempio: da materia inorganica, ad organica, prima vegetale, poi animale e poi ancora umana. Cosi' geosfera, biosfera ed infine noosfera: l' insieme delle conoscenze umane, creato dalla continua interazione degli uomini (la scienza e' evidentemente parte della noosfera) verso forme sempre piu' evolute. Internet e' un esempio calzante e forse vera e propria incarnazione recente del concetto di noosfera. Per Teilhard la noosfera tende verso un Punto Omega, in cui l' umanita' tocchera' un livello di complessita' e coscienza/conoscenza che andra' oltre i limiti dello spazio/tempo.

Da Internet all' infinito spazio/tempo (paradiso/aldila'? o solo un livello successivo di complessita'?) passando per Einstein..

Nota: Teilhard fu inizialmente osteggiato dalle alte gerarchie ecclesiastiche, ma piu' recentemente le sue tesi sono state rivalutate dal Vaticano, tanto che il cardinal Ratzinger, oggi papa Benedetto XVI, ammise che uno dei documenti principali del Concilio Vaticano II, la costituzione pastorale Gaudium et Spes, fu assai influenzata proprio dalle tesi del gesuita francese.

21 settembre, 2009

ANCORA F1

Fa piacere sentire che Briatore, in seguito ai noti eventi di questi giorni, e' stato squalificato a vita dal giro (squallido) della F1. Meno male.

Rammento che negli anni '80 il bandito di Cuneo fu condannato a tre anni di carcere per truffa, e per questo si rifugio' da latitante alle Isole Vergini. Torno' piu' tardi in Italia solo in seguito ad un' amnistia.

..la "bella gente" del Millionarie! Tarantini, Corona, Berlusconi, Vittorio Emanuele di Savoia...

Un tempo la frequentazione di certa gente era "in" e ammantata di prestigio sociale. Oggi, nell' essere associati a certi nomi, c'e' d' aver ribrezzo. Oltre che paura.

18 settembre, 2009

LA FINE DELLA F1

Dopo il calcio con calciopoli, messa una croce anche sopra la F1: non piu' uno sport, solo show/business.

Boicottare, cioe': non leggere e cambiare canale.

11 settembre, 2009

STREGHE



...Se qualcuno non avesse capito cosa intende Gianni Clerici quando declama:

" Tennis,

cosi' nemico dell' amicizia... "

E questa e' Kim Clijsters, nota come una delle piu' simpatiche e gentili tenniste del circuito..

26 agosto, 2009

SATTA OUTSIDE

C'era una volta un Festival in Lituania...

15 luglio, 2009

MADONNA @ SAN SIRO


di Simone G.

“Nonfogghettapposte! Nonfogghettapposte!”. Non mi è subito chiaro quello che un partenopeo sudato sta gridando mentre brandisce recenti gadget della divina. Don't forget the poster. Solo due euro aggiunge. Lo show " dolce e appiccicoso", uno degli eventi più attesi dell'anno, è appena finito e la massa di fedeli si allontana dallo stadio, incanalata tra carovane di venditori ambulanti di porchetta. Ma facciamo un passo indietro.
Alle sette di sera circa di un martedì di luglio. Non avevo previsto la partecipazione alla colossale baracconata di cui riporto le mie impressioni a caldo. E’ capitato all’ultimo minuto, per gentile concessione di un amico, di ritrovarmi fra le mani un biglietto per la data milanese del “Sticky & Sweet “ tour di Madonna. Ed eccomi qui a raccontare. Da una posizione privilegiata, sotto la luce grigia del classico, afoso tramonto meneghino, vedo cappelli da cow boy bianchi e occhiali “aviator”, ma soprattutto occhiali da sole dalla montatura bianca e le lenti a forma di cuore. Quelli che ad un certo punto della serata Lei indosserà con classe e grinta. Ho scoperto con mia grande sorpresa, che ci sono alcune persone che cercano di imitarne delle altre (si chiama emulazione, è un’abitudine piuttosto diffusa, né è vittima il conformista e, dicon gli psicologi, chi ha scarsa autostima).
Distribuite tra la platea e gli spalti una distesa di mamme con le figlie, le quali con disinvoltura portano magliette raffiguranti Madonna a gambe spalancate. Non mancano nemmeno le figlie di qualcun altro con i rispettivi papi, mescolate a gay e lesbiche di ogni età di cui i primi quasi sempre più riconoscibili, eppoi nouveaux riches della libera professione tra cui certamente un congruo numero di parrucchiere affermate, oltre a famigliole da vari angoli della penisola, giovani e meno giovani allegri e colorati. Insomma, un panorama che molto difficilmente incontrerebbe l’approvazione di nessun ayatollah. Gli astanti vicino alla tribuna vip non guardano il palco ma in direzione opposta, cercando di intravedere un vip da fotografare. E sospetto che la maggior parte della gente che trovo qui è la stessa massa di telespettatori che, se proprio non si presenta per le selezioni del grande fratello catodico, almeno lo guarda con certa regolarità. Ma questa è soltanto una tentazione bacchettona.

Quasi un imperativo i colori bianco e rosa, anche per lo zucchero filato in vendita durante lo spettacolo. Stivali di cuoio con minigonna e canottiere. Silicone sottocutaneo qua e là, con una concentrazione per metro quadrato superiore alla media nazionale. La giovane bionda cinquantenne mia vicina di posto sfodera un cellulare brillantinato (con una colla speciale, spiega) mentre la sua giovane bionda cinquantenne amica le dice: “sai, all’ultimo concerto dove sono stata, a Miami, ero seduta accanto a Cameron Diaz e le ho detto are you Cameron Diaz e lei mi ha risposto yes I am…”. Beh, t’è andata male questa volta, bella. Non vedo nessuna Cameron Diaz, ma se ti interessa là sotto ho adocchiato Alba Parietti. Fa lo stesso? Le due vamp, tra l’altro, scorgono la copertina del mio biglietto invito notando la scritta “private banking”. Intuendo erroneamente uno status di privilegiato, è come se avessero appena scoperto un grosso fallo, con quella malizia più che stupore, con cui lo guarda chi ne ha già visti di quelle dimensioni.
Ma parliamo di musica e del suo contorno, basta aperitivi.


Dopo l’apertura del buon Oakenfold, dj e remixer mondiale qui con delega da supporter (il quale ha riscosso l'apprezzamento del pubblico), i tempi sembrano ormai maturi per l'ingresso della diva. Lo lasciano intendere i fischi in aumento per intensità e frequenza, sinonimo di impazienza, e le ola continue, espressione di noia accumulata. L’inizio è ovviamente un’esplosione di suoni e luci all’altezza del personaggio. Un magma delirante la combinazione di decibel con le gigantesche M come Madonna stampate sul muro di casse dell’impianto acustico, la pedana che si protende davanti al palco fino al centro della platea, terminando in una specie di eliporto sul quale cala, in più occasioni, un lampadario enorme con funzioni ora di sipario, ora di schermo circolare per le proiezioni. E’ qui sotto che avviene la festa vera, dal ring di pugilato che emerge con tanto di combattenti, al pianoforte a coda sul quale la star è adagiata avvolta da un saio monacale, fino al concerto nel concerto, quasi per intimi, di un gruppo di gitani veri mentre scorrono video e riprese satellitari di India e Romania. Mentre Madonna applaude come un pappone sdraiata su cuscini finemente decorati. In uno dei primi brani, non chiedetemi il titolo, le immagini sui megaschermi vedono l’amica Britney Spears protagonista, presa dalla pazzia in un ascensore fermo. E’ un circo a cui mancano solo i nani sulle biciclette. Poi, all’improvviso, mi accorgo che non avevo minimamente considerato la presenza di musicisti sul palco. Vanno e vengono su pedane mobili ma ci sono! Ed io che fino ad oggi avevo assistito solo a concerti rock e jazz. Chissà dove avevo pensato di andare stasera? Di certo, sono ad un festival multietnico del tutto normale nel mondo dello spettacolo: ballerini thai dai lunghi rasta biondi, strumentisti afro in abito da sera, molto-più-che-seminude bianchissime danzatrici sadomaso dai capelli neri a caschetto e, finalmente, il bacio saffico di Madonna, che tutti ormai si devono aspettare, prontamente stampato sulla bocca di una figurante con velo da sposa.


Non vorrei, ma devo tornare a commentare ciò che accade attorno a me, nel breve raggio. L’altra mia vicina di posto, giovane trentenne verso gli anta (ehi, siamo tutti giovani qui e ci divertiamo!), si agita con passione inusitata. E' decisamente una fan scatenata. Nonostante le sia stato assegnato un posto a sedere, il suo sedere è tra le cose meno a posto di questo storico evento. In piedi, accompagna i balli del suo idolo replicandoli fedelmente (vogue…strike a pose), cantando i testi e, scaldandosi come un’indemoniata, solleva lentamente la sua maglietta di spugna fucsia trascinando le mani lungo i fianchi, fino ad afferrarsi il seno e lasciare intravedere quella pista di atterraggio il cui centro ideale è l’ombelico . Mentre ondeggia con sensualità esibita, la distanza tra il suo fondoschiena e le labbra gonfie aumenta progressivamente, come se fosse impegnata una mossa di danza hip-hop o in un passo di aerobica estrema. Non essendo lei Beyoncé, ahimè, il risultato è piuttosto comico. Una poltroncina più in là, quello che presumibilmente è il suo fidanzato si muove impacciato, abbozza un sorriso ma almeno all'apparenza resta indifferente.

I brani iniziano spesso con la cantante quasi sdraiata mentre si muove inquieta a braccia spalancate e gambe conserte, come se si stesse divincolando per uscire da un uovo o emergesse dalla nuda terra, un essere primordiale agli albori della civiltà che rinasce da se stessa al volgere di ogni nuova moda. Gli arrangiamenti di tutto il suo repertorio sono declinati esclusivamente secondo il gusto degli ultimi album, diciamo non più in là degli ultimi dieci anni, con un inevitabile accento su ritmiche tecno sostenute, elettronica al passo con i tempi, riadattamento dei vecchi pezzi opportunamente smontati e ricostruiti all’interno di nuove architetture sonore. Si avvinghia al palo della lap dance, salta la corda da sola o in compagnia, ma la cosa che Madonna ama fare di più è suonare la sua chitarra elettrica nera, una Gibson LesPaul mutuata dal hard rock, forse avvicinata a generi più soft da Lenny Kravitz. Ne afferra il manico come Giovanna d’Arco la spada. La tiene ad altezza pubica e percuote le corde con vigore ottenendone accordi di forte impatto. Specie se coperti dalla sovrapposizione di tutti gli altri musicisti all'unisono! Dice di amare l’Italia e aggiunge, ”grazie a Dio mio padre è italiano”. Probabilmente non lo ringraziava trent'anni fa, quando essere figlia di un immigrato del sud Europa in un America controllata da wasp e lobby ebraiche, finiva forse per alimentare il senso di rivalsa verso la società di una ragazza ambiziosa, determinata e intelligente. Dice anche di avere mal di gola e raffreddore, ma gli effetti e le diavolerie tecnologiche a sua disposizione mascherano quasi sempre ogni imperfezione, correggono le sbavature, grazie a chorus, harmonizer e quant’altro.

I cambi d’abito e di scenario non sono sempre repentini e vengono intervallati da veri e propri videoclip che sostituiscono del tutto la performance dal vivo in alcuni casi, giusto perché la regina planetaria di tutte le giovani bionde cinquantenni possa riposare qualche minuto o cambiarsi con più calma. E poi ritorna sul palco con più energia di prima, pronta a continuare questa celebrazione dell'universo femminile attraverso se stessa, fino all’epilogo della solenne messa cantata del pop, ai saluti finali mai fatti di persona e lasciati senza bis ad un cubitale GAME OVER fisso sugli schermi.

S.G.