29 giugno, 2008

PER COLPA DI CHI?

Una manciata di giorni fa scrissi in una mail all' amico Saimon che ero poco entusiasta all' idea di tornare in Italia, spiegandogli che "la cosa che piu' mi spaventa e' l' idea di tornare in mezzo a gente spaventata". Questa la mia impressione durante un recente soggiorno italico. Ho vissuto sei degli ultimi sette anni tra Inghilterra e Lituania: tornando in Italia e' netta la differenza di energia e combattivita' che riscontro nella gente, sia a paragone degli inglesi che dei lituani. Addirittura noto negli italiani una passivita' ormai rinunciataria, soprattutto tra i giovani.

Simile concetto e' oggi espresso da Scalfari (tramite Altan), nell' articolo "Come hanno ridotto noi poveri italiani" (vedi ultimo paragrafo):
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/scalfari-fondi-2/scalfari-29-giugno/scalfari-29-giugno.html

Non condivido pero' il “li avete ridotti cosi”; secondo me, si sono ridotti cosi. Non e’ (solo) colpa di Berlusconi e dei governi. E’ colpa degli italiani, eccheccazzo. Sempre a scaricare il barile questi latini, invece di rimboccarsi le maniche (non tutti pero', grazie al cielo).

Grandi pretese e poca energia. Conviene continuare a rubacchiare tra quello che e' rimasto. Recipe for a disaster, direbbero gli inglesi: la ricetta per ottenere un disastro.

24 giugno, 2008

MUOVERSI IN LIBERTA'


In un tiepido pomeriggio di primavera stavo giocando nel Tennis Club del parco di Sereikiskes, quando dal cielo un puntino piccolo piccolo si e' avvicinato al campo fino a diventare una bella mongolfiera rossa, che ha stazionato silenziosa a pochi metri sopra di noi giusto in tempo per assistere al set-point. Pochi secondi dopo era gia' tornata in mezzo al cielo, lassu', libera come una rondine. Pure girando per le vie di Vilnius balzano all' occhio svariati mezzi di trasporto assai curiosi utilizzati dai lituani in ogni angolo della citta'. Riscio' hi-tech, bizzarre macchine d' epoca, molte, moltissime mongolfiere, chilometriche limousine, monoruote, sidecar e chi piu' ne ha piu' ne metta. Credo che cio' sia l' espressione della raggiunta liberta' di un popolo che e' stato occupato e schiacciato dal totalitarismo per oltre un cinquantennio, e che ora ha una gran voglia di gustarsi appieno tale liberta'.

Grazie al mio fido Nokia, ora forte di 2 freschi Giga di memoria, ecco qualche video.

Le mongolfiere, in gran voga, qui sopra la piazza della cattedrale:


Per le vie del centro e' facile imbattersi in un segway:


I rollerblade sono pure assai diffusi:


Riscio' d' ultima generazione per turisti oziosi:


Nella notte, curiose biciclette:

Altre mongolfiere sopra le vie della citta' (l' allarme e' scattato, ma il vecchio Passattone sempre li fedele..):


E per finire, ecco cosa e' atterrato sul campo in cui stavo facendo jogging: un dirigibile!

Se torno in Italia, sara' possibile percepire la stessa sensazione e pulsione di liberta', o il popolo e' oppresso dalla superficialita' dilagante e ormai rassegnato? E se si, perche' mai?

23 giugno, 2008

PARSIMONIA CALIFORNIANA

http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/persone/100-cose/100-cose/100-cose.html

Leggo di questo giovane imprenditore californiano che, per scelta contro l' insensato ed estremo consumismo americano, ha deciso di vivere per un anno utilizzando "solo" cento oggetti. Bella iniziativa, che apprezzo in toto: tutto questo pattume plastificato che ci viene continuamente rovesciato addosso sta davvero stancando. Pure io vivo gia' magnificamente utilizzando probabilmente meno di quei cento oggetti, e la sfida dell' imprenditore di San Diego non mi sembra poi cosi' eclatante; i soli otto oggetti della regola monastica buddista mi paiono invece una sfida ben piu' ardua. Lodevole comunque la sua frase finale: "Gli oggetti devono essere utilizzati. Le persone devono essere amate. Peccato che la nostra società faccia proprio il contrario".

Mi piacerebbe chiedergli quali idee ha in testa per coniugare impresa e consumo moderato: avrebbe gia' trovato un socio in "affari".

22 giugno, 2008

LA MAGICA NOTTE DI JONINES

Il 21 giugno a Vilnius si festeggia San Jonines e la citta' e' in gran festa nella serata del solstizio d' estate. Le strade della citta' si riempiono di sciami di persone in una notte di musica e poesia: musei, gallerie, chiese, universita' aprono gratuitamente le loro porte per tutta la notte, a completa disposizione di visitatori e curiosi. E' una festa di lontanissime origini pagane, e cosi' nei boschi vengono celebrati arcaici rituali tra enormi falo': affollate processioni tra i bui sentieri della foresta tra piccoli lumi, alla vana ricerca di leggendari funghi dai poteri magici, mentre giovani ragazze, giu' al fiume, sospingono sull' acqua propiziatorie candele galleggianti al fine di trovare un giorno un buon marito, col meraviglioso risultato del fiume scintillante nella notte.

Quest' anno ho optato per festeggiare il giorno piu' lungo dell' anno in citta', avendo gia' assistito in passato alle pagane celebrazioni folk nella foresta lungo il fiume. Grazie alla mio fido cellulare, ho pensato di immortalare qualche scampolo della nottata, ma ahime' la fotocamera del mio Nokia rende malissimo in assenza di buona illuminazione e cosi il reportage lascia assai a desiderare. Comunque:


Cavalieri, Diavoli, Re e Regine per le vie del centro storico.


In una sala del Lietuvos Dailes Muziejus, ed e' gia' notte, concerto a quattro mani, mentre dalla balconata si osservano persone intente a far composizioni di candele nell' atrio sottostante. Anche altre sale del museo sono ancora aperte al pubblico, e frequentatissime.











E dopo la musica, spazio alla poesia con la fine dicitrice:









Ed ecco cosa accade nella chiesa di San Bernardino a mezzanotte circa....
Christian rock? I Frati Francescani che gestiscono questa chiesa sono fenomenali. La band del seguente video suona proprio rock verace ed accattivante, col cantante che pare un Axl Rose dei Guns N 'Roses, e pure piu' bellino: il tutto sotto Cristo in croce, che rassicura dall' alto. Assistendo a eventi di questo tipo mi vien da pensare alla previsione del calendario Maya secondo cui il 2012 sara' l' anno di una grande trasformazione spirituale per l' umanita'. Dai che quasi ci siamo!



Il clou della serata e' arrivato poco dopo a sorpresa, a notte ormai inoltrata. La chiesa di San Bernardino era liberamente visitabile in ogni sua parte e cosi abbiamo risalito l' antica e ripidissima scala a chiocciola che porta ai piani alti della chiesa. Uno spettacolo prodigioso si e' parato davanti ai nostri occhi: Vilnius e le luci della sua notte vista attraverso le guglie gotiche della meravigliosa adiacente chiesa di Sant' Anna (che Napoleone, quando passo' da queste parti, disse di voler portare a Parigi per via della sua bellezza). Uno scorcio, attraverso gli sghimbesci oblo' sul tetto, che potrebbe davvero stare a pieno titolo in un film di Harry Potter. Magia pura.






























Ancora piu' su... Passando attraverso una fessura nel muro in via di ristrutturazione e con un minimo di arrampicata, eccoci in una torretta sopra al tetto! La vista attraverso le piccole fessure/finestre medioevali e' veramente fiabesca. Per questa occasione soltanto: evviva la turre eburnea!

Tappa successiva all' Accademia d' Arte poco distante. Ancora un po' di magia in questa installazione all' ingresso dell' Accademia.




Nell' aula magna film d' animazione lituani assai notturni ed onirici..




E nel cortile musica trance per le tribu' metropolitane.


Anche le aule sono aperte ai visitatori tutta la notte. Non si finisce mai d' imparare.

















Tra i vari lavori, mi ha incuriosito questo (nella foto sotto), per via della mio recente interessamento ai temi dell' Artificial Intelligence, nanotecnologie molecolari e singolarita' tecnologica. Anche gli artisti "sentono" che l' homo sapiens si sta evolvendo in qualcosa di nuovo ed ancora sconosciuto.















Ed ecco l' artista, che si dice entusiasta all' idea di diventare un cyborg.















La lunga notte e' finita sulle note nu-jazz di un Dj giapponese che ha suonato al Cafe' de Paris (in stile molto Dimitri from Paris), mentre in Vokeciu Gatve continuava il brulichio di gente che portava il suo tributo all' appena sopraggiunta Estate. Che bella festa per tutti, piu' di cosi' non si poteva davvero chiedere.

14 giugno, 2008

La Costituzione della Repubblica della Felicità, Uzupis, Vilnius

Storie e Filosofie apre ad una collaborazione esterna. Il seguente articolo e' di Simone, compagno di mille avventure, eccellente interlocutore nelle materie piu' svariate, specie quelle trattate in questo blog, musico sopraffino, intrepido viaggiatore ed amante del bello. Qui lo vediamo in veste di costituzionalista.

Testo della Costituzione di Uzupis (quartiere degli artisti di Vilnius):

1. Tutti hanno diritto di vivere vicino al fiume Vilnia e il fiume ha diritto di scorrere

2. Tutti hanno il diritto all'acqua calda, al riscaldamento d'inverno e a un tetto

3. Tutti hanno il diritto di morire ma non è un obbligo
4. Tutti hanno il diritto di fare errori
5. Tutti hanno il diritto di essere unici
6. Tutti hanno il diritto di amare
7. Tutti hanno il diritto di non essere amati
8. Tutti hanno il diritto di essere mediocri e sconosciuti
9. Tutti hanno il diritto di oziare
10. Tutti hanno diritto di amare un gatto e prendersi cura di lui
11. Tutti hanno il diritto di badare al cane fino a quando uno dei due muore
12. Il cane ha diritto di essere un cane
13. Il gatto non è obbligato ad amare il suo padrone, ma deve essere di aiuto nei momenti di necessità
14. A volte si ha il diritto di essere inconsapevoli dei propri doveri
15. Tutti hanno il diritto di avere dei dubbi, ma non è obbligatorio
16. Tutti hanno il diritto di essere felici
17. Tutti hanno il diritto di essere infelici
18. Tutti hanno il diritto di stare in silenzio 19. Tutti hanno il diritto di avere fede
20. Nessuno ha il diritto di usare violenza
21. Tutti hanno il diritto di apprezzare la propria scarsa importanza
22. Nessuno ha il diritto di avere un progetto per l'eternità
23. Tutti hanno il diritto di comprendere
24. Tutti hanno il diritto di non capire
25. Tutti hanno il diritto di appartenere a qualunque nazionalità
26. Tutti hanno il diritto di celebrare o non celebrare il proprio compleanno
27. Tutti devono ricordare il proprio nome
28. Tutti hanno il diritto di dividere ciò che posseggono
29. Nessuno può dividere ciò che non possiede
30. Tutti hanno il diritto di avere fratelli, sorelle e parenti
31. Tutti possono essere indipendenti
32. Tutti sono responsabili della propria libertà
33. Tutti devono poter piangere
34. Tutti hanno il diritto di essere fraintesi
35. Nessuno ha il diritto di dichiarare colpevole il prossimo
36. Tutti hanno il diritto all'individualità
37. Tutti hanno il diritto di non avere diritti
38. Tutti hanno il diritto di non avere paura
39. Non deludere
40. Non combattere
41. Non cedere

Riflessione analitica sul testo: un percorso attraverso la Costituzione di Uzupio.

Leggendo con attenzione la Costituzione vengono alla luce alcuni elementi che sarebbe bene spiegare. Raggruppando gli articoli a seconda delle tematiche è possibile chiarirne il senso.

Alcuni articoli opportunamente affiancati nel testo potrebbero sembrare contradditori ad una prima lettura ma…

6. Tutti hanno il diritto di amare
7. Tutti hanno il diritto di non essere amati

Se io ho il diritto di amare ma allo stesso tempo di non essere amato da qualcuno posso arrivare a pensare che l’amore è dare non pretendere: amare non significa nemmeno possedere qualcuno. Può anche non essere corrisposto e amore rimane. Non bisogna esigere niente in cambio, è un sentimento puramente altruistico. D’altra parte, non esistendo il “dovere” di amare, di conseguenza nessuno ha il diritto ad essere amato.

16. Tutti hanno il diritto di essere felici
17. Tutti hanno il diritto di essere infelici

Si dice: la Repubblica della felicità di Uzupio ma… la felicità non sembra davvero essere un principio che sta alla base della Costituzione. Dipende esclusivamente dall’individuo. Non sarà la comunità a procurarla. Sei tu il protagonista della tua vita e a te spetta procurarti la felicità oppure, in accordo con la tua volontà, rimanere infelice. Se questo è quello che vuoi, non essere amato, non essere felice, fai pure. E’ la tua vita.

Proseguendo vediamo:

19. Tutti hanno il diritto di avere fede

Attenzione! Non viene specificato in “chi” o in “cosa”. Non si riferisce necessariamente alla fede in un Dio. Infatti, poco più sotto:

22. Nessuno ha il diritto di avere un progetto per l'eternità

Una possibile interpretazione di questo articolo potrebbe essere la seguente: “la vita è adesso” e va vissuta fino in fondo, l’eternità non è qualcosa verso la quale orientare le nostre scelte. Dobbiamo concentrarci sul nostro presente, non affidarci ad un futuro remoto che non possiamo conoscere. Forse ci è permesso soltanto avere progetti a breve, medio e lungo termine ma non all’infinito, perché l’esistenza è qualcosa di concreto che appartiene ad un tempo finito. Viviamola al meglio fino in fondo.

Poco più sotto, un articolo illuminante:

28. Tutti hanno il diritto di dividere ciò che posseggono

Condividere non è un dovere, bensì un diritto. Non siamo obbligati a spartire con gli altri i nostri beni, come potrebbero essere i frutti del nostro lavoro. Qui siamo lontani, e non a caso, dal modello socialista che ha contraddistinto la Lituania e l’URSS per quasi un secolo. Nella comunità di Uzupio l’individuo è importante, non si sacrifica per la comunità in toto ma viene valorizzato. Che sia importante lo notiamo in svariati punti:

5. Tutti hanno il diritto di essere unici
26. Tutti hanno il diritto di celebrare o non celebrare il proprio compleanno
27. Tutti devono ricordare il proprio nome
31. Tutti possono essere indipendenti
36. Tutti hanno il diritto all'individualità

La comunità non annulla la libertà degli individui, la garantisce. Non si sostituisce al singolo, lo amplifica. Non è un’entità superiore che si impone ma è costruita dal basso, fatta dai cittadini. Questo naturalmente non vuol dire disimpegno. Al contrario si promuove la serietà del proprio comportamento, l’assunzione di responsabilità:

32. Tutti sono responsabili della propria libertà
39. Non deludere

Non solo:

30. Tutti hanno il diritto di avere fratelli, sorelle e parenti

Avere una famiglia è un diritto. Fare figli è una necessità non una libera scelta! Si favorisce così il popolamento della comunità attraverso la famiglia, cellula sociale fondamentale per l’esistenza stessa della comunità.

Nella Costituzione si riscontra anche una profonda umanità: la tolleranza verso le imperfezioni e le debolezze che caratterizzano l’essere umano, l’accettazione della difficoltà di convivere nel rispetto gli uni degli altri, tutti coinvolti in un medesimo contratto sociale. Si vedano a proposito gli articoli:

4. Tutti hanno il diritto di fare errori
33. Tutti devono poter piangere

e in particolare, nell’ambito della comunicazione:

24. Tutti hanno il diritto di non capire
(incomprensione passiva, quando si è destinatari di un messaggio)
34. Tutti hanno il diritto di essere fraintesi
(incomprensione attiva, quando si è emissari di un messaggio)

Allo stesso tempo viene riconosciuto più volte il diritto al “quieto vivere”, ad una vita tranquilla, senza il turbamento alimentato dalle ambizioni, dalla competizione tra i componenti di una società per l’affermazione personale ottenibile con ogni mezzo, per il successo perseguito ad ogni costo, per l’infusione di tutte le proprie energie nella carriera:

8. Tutti hanno il diritto di essere mediocri e sconosciuti 9. Tutti hanno il diritto di oziare
21. Tutti hanno il diritto di apprezzare la propria scarsa importanza
18. Tutti hanno il diritto di stare in silenzio

Finora si è parlato solo di diritti. E i doveri dove sono? Gli unici che troviamo sono alla fine, quasi messi lì per apporre un sigillo del testo.:

39. Non deludere
40. Non combattere
41. Non cedere

Il secondo, “non combattere”, data l’impostazione dell’intera costituzione, sembra da interpretare in senso strettamente militare o comunque legato ad un’azione di forza, anche perché:

20. Nessuno ha il diritto di usare violenza

Non sembra invece che non combattere significhi arrendersi alle eventualità, dato che il terzo “non cedere” può essere inteso si come lotta passiva, resistenza, ma presuppone un impegno attivo nel difendersi dalla causa del proprio cedimento, per affrontare con vigore l’ostacolo che dobbiamo superare, per non lasciarci sopraffare dal problema che dobbiamo risolvere.

Ci sono poi alcuni articoli che più di altri sottolineano il tono di tutto il testo. Ad esempio:

29. Nessuno può dividere ciò che non possiede

E’ un ovvietà ma non priva di ironia, soprattutto in relazione all’articolo 28. Si veda anche:

3. Tutti hanno il diritto di morire ma non è un obbligo

Per concludere non si può non citare il seguente articolo:

37. Tutti hanno il diritto di non avere diritti

Suona come la consacrazione stessa del diritto, la sua massima espressione. Siamo così liberi da poter rinunciare ai diritti e sottostare a che cosa, soltanto ai doveri?

01 giugno, 2008

PASSEGGIANDO PER VILNIUS

Post multimediale oggi, dopo un recente invaghimento per la tecnologia: sebbene utilizzassi gia' foto e video, ultimamente ho scoperto cosa puo' fare il mio telefonino e sono rimasto allibito. Tra le varie diavolerie, adesso gli parlo con grande successo e lui risponde pure!

Consueto giretto domenicale per le vie del centro ed ecco un po' di materiale. Nel bar degli artisti sotto casa (e' il bar del Centro d' Arte Contemporanea) si ritrovano anche incalliti giocatori di scacchi.



Poco piu' in la', sul sagrato della chiesa di Santa Caterina, vedo un assembramento di giovini..



Gia', molleggiano su grooves hip-hop. Kool!



A cento metri da li', eccomi al Moketoju Namai, ritrovo serale e location di eventi vari. No, nessun Dj electro nel pomeriggio, ma una bellissima rappresentazione di danze folkloristiche lituane.















Cliccare la foto per ingrandirla. Personaggi del genere al giorno d' oggi si vedono ormai solo in film tipo Signore degli Anelli. Da notare le due contadine alla viola e violino: le donne da queste parti hanno iniziato ad emanciparsi ben prima del '68. Normalissimo qui vederle alla guida di bus, a fare lavori da imbianchino o la guardia giurata (questo e' un altro tema caro allo zio Cece, su cui comunque oggi sorvolero' volendo fare un post leggiadro, proprio come l' atmosfera primaverile che aleggia per le vie della citta').



Bella differenza tra generazioni diverse.. in ogni caso, sembrano belli carichi. A volte ho l' impressione che qui in Lituania tutti ballino o cantino!

25 maggio, 2008

CIVILTA', ADLER, PROSCIUTTINI E VINELLI

Da qualche tempo coltivo, tra il serio e il faceto, una teoria sulla sviluppo delle civilta': mi sembra di poter dire che i popoli che oggi si danno piu' da fare sono quelli dal passato meno glorioso. Osservando la condizione presente di Paesi dalla grande tradizione, noto che in molti casi hanno oggi perso molto terreno nei confronti di altri moderni Paesi evoluti. Ad esempio la Mesopotamia, che come ricordiamo dai libri di scuola fu la "culla della cilvilta'": oggi quella zona si chiama Iraq, non il massimo in termini di sviluppo civile. Discorso simile si puo' fare in merito ad altre grandi civilta' del passato: tra le tante quella fenicia (moderno Libano), egiziana, greca, e... latina. Che crollo.

Azzardo una spiegazione, applicando un po' di psicologia ad un livello collettivo: chi ha goduto di antiche glorie tende a sedersi sugli allori continuando a rivangare il prestigio raggiunto, mentre i Paesi dal passato meno brillante hanno un forte desiderio di riscatto, in senso quasi adleriano. Noi italiani pensiamo: Leonardo, Galileo Galilei, Giotto, il Colosseo e via discorrendo, siamo imbattibili! E quasi non sentiamo la necessita' di doverci migliorare. Popoli piu' giovani, tipo gli americani o i nordici vichinghi, hanno invece una voglia fortissima di lasciare il loro segno nella storia: e sentono che la storia e' adesso, nell' appena trascorso XX secolo e nell' attuale XXI. Cosi' si rimboccano le maniche (e le idee), con forza, vigore, coraggio, ma anche serenita'.

Ad un italiano invece, anche all' idea di dover tener testa ad un Leonardo che fa capolino dal passato, passa subito la voglia. Meglio godersi un bel vinello accompagnato ad un prosciuttino ricercato: una conferma della propria evoluta civilta', con cui mettersi il cuore in pace e continuare ad ingannarsi sulla propria presunta superiorita'. Ora, un certo grado di etnocentrismo (tendenza a ritenere la propria cultura come la migliore) e' presente ovunque, ma credo sia piu' marcato nei Paesi dal grande passato.

Tirata d' orecchie dunque alla vecchia e stanca Italia: un bel di' di qualche secolo fa la civilta' italica era si tra le piu' evolute del continente. Ma la storia e' progredita e nel frattempo oggi, a forza di formaggini e vinelli raffinatissimi, altri ci hanno bagnato il naso di gran lunga.

13 maggio, 2008

MADOS INFEKCIJA


Grazie all' invito di un' amica produttrice televisiva e di eventi, anche quest' anno ho assistito a "Mados Infekcija" (Fashion Infection), principale evento fashion di Vilnius e vetrina per giovani stilisti lituani ed europei. Non seguo per solito il mondo della moda, ma diro' due parole sul mood di questo genere di ambiente in Lituania. Nota di merito comunque per la giovane stilista franco-giapponese Seiko Taki, dal cui lavoro traspaiono grazia, amore e precisione; mi hanno inoltre incuriosito certe soluzioni minimaliste insolite per una passerella, quasi pareva di assistere ad una rappresentazione teatrale (infatti qui in Lituania il teatro ha una grande tradizione).

La mia esperienza a "Mados Infekcija" e' stata assai gradevole, ed ho trovato anche qualche spunto interessante. Come noto, in Italia l' ambiente della moda non e' tra i piu' affabili ed amichevoli, essendo invece generalmente popolato da snob e stressati vari. Qui invece ho trovato la solita tranquillita' lituana e la meravigliosa assenza di timori reverenziali, che solitamente attanagliano la retrograda e gerarchica Italia. L' evento e' molto "in" pure qui, tra televisioni, vips e dozzine di fotografi e giornalisti, ma il feeling tra il pubblico, certamente divertito, rimane comunque serafico e disteso. Anche qui niente montature, esaltazioni ed esibizionismi vari. Modelle/i non hanno lo status che viene conferito loro in Italia e altrove: per la strada si vedono spesso e volentieri persone di ogni eta' con quella struttura fisica, dunque non vengono percepiti come un miracolo di San Gennaro.

Ma da dove nasce la struttura gerarchica e pure gerontocratica italiana, che rende la vita cosi stressante nella Penisola (una recente statistica indica gli italiani come i piu' ansiosi d' Europa)? In breve: dall' Impero Romano, che appunto utilizzo' ferree gerarchie per ottenere un sistema militare efficiente; e sul quel paradigma venne creata la Chiesa Romana Cattolica: Dio, Papa, Arcivescovi, Vescovi, e giu' giu' fino al singolo fedele. In sostanza il fedele per intercedere presso Dio doveva (e deve) chiedere un po' di "autorizzazioni" varie a partire dal parroco del paese, che via via si appella ai ranghi superiori e piu' "vicini a Dio". E' in questo contesto che comincio' la riforma protestante nel Nord Europa: le genti mitteleuropee non apprezzarono affatto questo genere di sudditanze, che non facevano parte della loro tradizione. Il fedele protestante si rivolge direttamente a Dio, senza mediatori ed intercessori vari (peraltro la cosa mi pare anche assai piu' vicina alle parole di Gesu') e nel far cio' elimina le gerarchie eccelsiastiche.

Oggi vediamo ancora lapalissianamente le conseguenze di questa impostazione cattolico-latina sui luoghi di lavoro, nelle baronali Universita' italiche, nella sanita', nei bamboccioni che "dipendono" dalle mamme, e cosi via... Posso citare la mia esperienza lavorativa e formativa in Inghilterra, dove appunto trovai rapporti gerarchici totalmente diversi da quelli dell' esperienza italiana. La realta' lituana e' frastagliata: e' stato l' ultimo stato europeo cristianizzato (XV sec.), con una certa influenza protestante iniziale (il primo libro qui stampato fu un catechismo protestante), una forte tradizione di antiche ritualita' pagane, ma con una affermazione finale della religione cattolica.

Morale della favola: qui se vai ad una sfilata di moda non devi avere il titolo di Dott., Prof., Comm., Calc. (calciatore), Far. (farabutto), Ev. (evasore) o, in alternativa, un ingente conto in banca, per avere il "diritto divino" di parlare con una modella.

02 maggio, 2008

IL CASO DELLE DICHIARAZIONI DEI REDDITI ONLINE

C'e' bufera sul recente episodio della pubblicazione online dei redditi degli italiani. Ci sono favorevoli e contrari, pro e contro. Pure Grillo si e' schierato contro tale pubblicazione. Come di consueto in "Storie e Filosofie", diro' la mia in ottica comparatistica con quanto accade in altri Paesi. Dico subito che credo non esista una posizione in assoluto giusta o sbagliata, ma occorra invece considerare la specifica situazione socio-politica di un Paese.

In linea di principio, in questo mondo di mascherine, finzioni e atteggiamenti, a me piace moltissimo la trasparenza: in ogni aspetto della vita, dall' amore fino alle tasse. Nel caso in esame, occorre pero' poi anche considerare le conseguenze sociali di tale pubblicita', soprattutto pensando all' uso che ne possono fare i malintenzionati.

Si e' parlato di Finlandia, dove con un semplice sms si puo' conoscere quanto ha dichiarato il vicino. Da li nasce poi la delazione: come e' che il proprietario del bar di successo o della farmacia sotto casa denunciano quanto un metalmeccanico? E si telefona alle forze dell' ordine. Mi pare un sistema encomiabile: e infatti in Finlandia c'e' un livello di evasione bassissimo. L' evasione e' li' percepita come un grave crimine ai danni dei consociati (cosa che infatti e'), ed il sistema la punisce duramente. Pure le multe sono proporzionali al reddito: recentemente un rampollo di famiglia milionaria ha pagato 170.000 euro di multa per eccesso di velocita'! Mica male, il ragazzino avra' imparato a non premere sull' acceleratore, cosa che tra l' altro potrebbe anche salvargli la vita, oltre che salvare vite altrui: entrambe cose assai utili sia al ricco che al povero.

Putropppo il tasso di criminalita' e la mentalita' italiana sono su livelli ben diversi rispetto alla Finlandia, e occorre dunque ragionare (turandosi il naso) diversamente. Sembra proprio che in un Paese di criminali (a partire dall' imminente Presidente del Consiglio, figuriamoci scendendo di categoria) occorra tenere celati certi dati, per salvaguardare il quieto vivere. Del resto la stessa cosa accade in Germania, Regno Unito, Stati Uniti: viviamo ancora in un mondo assai imperfetto.

Occorre prenderne atto, e da li' procedere poi passo a passo per migliorarlo, consci del fatto che non si possono fare passi piu' lunghi della gamba e che le cose richiedono i loro tempi. In quest' ottica, mi sembra di poter dire che forse le cose stanno lentamente migliorando in questo mondo in subbuglio. Occorre dunque combattere le forze che premono per farci fare passi indietro o comunque a favore della staticita'.