27 dicembre, 2008

DEL TIFO CALCISTICO

Rientrato in Italia da qualche tempo, mi trovo a riascoltare con grande noia i commenti e le battute calcistiche domenicali ed infra-settimanali. “Tre pappine domenica… impazzire!” e le solite lagne. Mi son chiesto il perche’ di questa assurda pantomima e credo di aver trovato una risposta plausibile: in Italia manca completamente un senso di appartenenza allo Stato, un minimo senso civico; il singolo italiano si e' sempre difeso contro lo Stato-sanguisuga, in costante difesa del proprio orticello contro tutto e tutti. E' pero' connaturato all' uomo un senso di appartenenza ad un gruppo, ad una comunita'. E cosi l' italiano cerca un po’ di senso di aggregazione nel gruppone dei tifosi: si crede, si urla, ci si agita tutti insieme per un valore comune, solidali con i compagni di fede, sostenendosi e rincuorandosi vicendevolmente. Mentre nel quotidiano non si e' invece proprio solidali con nessuno.

Per fortuna c'e' il tennis! ..dove invece si tende alla chirurgica distruzione dell' avversario sul campo, anche se poi si e' tutti molto piu' amici alla fine dei giochi: scenario comunque non poi cosi' edificante. Lo sport e' in fondo (al di la' del "fair-play" di facciata mostrato da qualche anima un po' meno rozza) sempre metafora della bassezza della condizione umana: la lotta per la sopravvivenza in una condizione di scarsita' materiale. Siamo animali evoluti, ma pur sempre animali.
Chi piu', chi meno.

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