28 settembre, 2009

DEL PERCHE' C'E' IN GIRO MOLTA GENTE INCAZZOSA - LA PIRAMIDE DI MASLOW

Lo psicologo di origine ebrea Abraham Maslow si affermo' nel secolo scorso grazie alla teoria della gerarchia dei bisogni, nota come la "Piramide di Maslow". Il modello sostiene che l' uomo si realizza passando attraverso una serie di stadi di appagamento: dapprima i bisogni fisiologici (fame, sete, sonno..), poi quelli legati alla sicurezza (avere una casa e un lavoro), seguiti dal bisogno di appartenenza (amicizie e relazioni sentimentali); successivamente si giunge ad una ricerca di stima/autostima (tramite successo e prestigio), e infine si arriva all' autorealizzazione (self-actualization), cioe' la completa realizzazione delle proprie potenzialita' (ricerca di creativita', moralita', assenza di pregiudizi).


Applicando tale modello all' attuale societa' italiana, mi sembra di poter identificare con chiarezza i motivi della evidente insoddisfazione che si respira tra la gente. Limitero' la seguente analisi alla generazione dei trentenni (la mia), sebbene credo che il ragionamento possa essere esteso in buona parte anche alle generazioni successive e di poco antecedenti.

Essendo cresciuti attraverso i ricchi anni '80 e '90, gli attuali trentenni si sono trovati a partire sostanzialmente dal terzo livello della Piramide: bisogni primari ovviamente soddisfatti, avevano un modello familiare basato su un lavoro sicuro ed una casa spesso di proprieta' o comunque occupata stabilmente. Le compagnie di amici erano un sistema di aggregazione ampiamente affermato. Una generazione dunque protesa naturalmente verso il quarto stadio della piramide: la ricerca di successo, stima e prestigio.

Tenuto conto che lo sfrenato capitalismo contemporaneo definisce successo e prestigio (e la conseguente stima accordata) in senso strettamente monetario, e' evidente che l' attuale crisi economica incide fortemente sulla possibilita' di appagamento dei bisogni di intere generazioni, e dunque della loro evoluzione verso l' autorealizzazione.

Affinche' la situazione cambi mi pare si possano identificare solo due possibilita': o l' economia torna a galoppare aprendo innumerevoli opportunita' di crescita professionale, oppure si cambia la definizione di successo e prestigio. La prima possibilita', oltre che poco probabile nel breve periodo, mi pare anche assai poco sostenibile: se anche l' economia tornasse a correre, il problema si ripresenterebbe tal quale per le generazioni successive. Credo invece che una nuova definizione di successo sia molto piu' praticabile, nonche', forse, gia' nell' aria.

Tale definizione dovrebbe essere basata su cultura, umanita' e competenza: qualita' disponibili a chiunque abbia interesse ad ottenerle, ma frutto di applicazione e fatica, e dunque meritevoli della massima stima sociale. Tali qualita' non sono limitate per definizione (come la ricchezza economica), e dunque del tutto sostenibili.

Il concetto di successo/stima/prestigio viene peraltro gia' oggi interpretato e compreso diversamente dai singoli. C'e' chi lo intende in senso "letterale", dunque seguendo pedissequamente i modelli mediatici che vanno per la maggiore (soldi, fama, bellezza). Altri invece, piu' dotati, riescono a vedere oltre ed acquisiscono un buon livello di autostima senza dover necessariamente ottenere entrate mensili superiori a quelle dei vicini di casa. Costoro accedono dunque al quinto ed ultimo gradino della Piramide.

Noto una certa incomunicabilita' ed incomprensione tra coloro che si trovano al quarto stadio di evoluzione e chi invece si trova gia' alla fase di autorealizzazione: hanno bisogni completamente diversi e dunque gli appartenenti ai due gruppi non si comprendono vicendevolmente. Cio' non e' un male, ma ai fini di una comunicazione proficua ed una convivenza appagante e' bene che gli appartenenti a ciascuna categoria si confrontino principalmente con i propri "simili", al fine di evitare le suddette incomprensioni e la conseguente creazione di attriti.

Esiste anche il fenomeno del passaggio verso gradini inferiori della scala, spesso dovuto pure alla recente crisi economica: perdita non solo di amici e partner, ma anche di lavoro e casa. Pattern drammatico poiche' secondo il modello di Maslow non e' appunto possibile permanere ad un certo gradino della Piramide se i bisogni sottostanti non continuano a rimanere appagati.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

I agree with you. you just forgot to mention that because of nanotechnology revolution , the change in human hierarchy of needs will inevitably change , the measures of how people are estimated in the society.

jonathan

Cesare ha detto...

You are very right, in a future perspective.

But this article is about the present day.